LUCE SUGLI ALTARI: IL RINASCERE DELL’ARTE E DELLA FEDE A TURI
di Maria Pia Iurlaro
Quando un’opera d’arte torna a risplendere, non è solo la materia a rinascere, ma anche la memoria collettiva, la spiritualità e il senso di appartenenza di una comunità. Questo è ciò che accadrà a Turi, nobile centro della Puglia, il prossimo9 agosto 2025presso laParrocchia Maria SS.ma Assunta in Cielo – Chiesa Madre, dove verrà ufficialmente restituito alla cittadinanza l’Altare della Madonna di Terrarossa, straordinaria testimonianza della maestria diStefano da Putignano, uno dei più grandi scultori pugliesi del Rinascimento.
Il progetto “In Condivisione!”, promosso con sensibilità e lungimiranza daCultura & Armoniae sostenuto dalConsiglio Regionale della Regione Puglia, rappresenta un modello virtuoso di come pubblico, privato e società civile possano unirsi per proteggere e valorizzare il patrimonio culturale locale. La sinergia conWilly Green Technology S.r.l., partner tecnico, dimostra come la tutela della bellezza possa incontrare l’innovazione e la responsabilità sociale d’impresa.
Un evento, mille significati
Il restauro, curato dalla restauratriceRosanna Guglielmoe seguito con la massima attenzione dallaSoprintendenza SABAP della Città Metropolitana di Bari, segna molto più di un intervento conservativo. È un atto di restituzione: la comunità turese riabbraccia un simbolo identitario, un’opera che lega devozione popolare e storia artistica, memoria antica e speranza futura.
Alla cerimonia interverranno figure di spicco:S. Ecc.za Rev.ma Mons. Giuseppe Favale, Vescovo della Diocesi di Conversano-Monopoli,Don Luciano Rotolo, parroco della Chiesa Madre,dott.ssa Federica Testadella Soprintendenza edott. Emanuele Ventura, presidente onorario di Cultura & Armonia. La serata sarà moderata dalla giornalistaMaria Liuzzi, che guiderà il pubblico in un viaggio tra arte, fede e storia.
Luce sugli altarinon è soltanto il titolo evocativo di questa iniziativa, ma un invito a riscoprire la bellezza nascosta e, troppo spesso, dimenticata dei nostri territori. È la metafora perfetta di ciò che il restauro ha significato: riportare luce là dove il tempo aveva offuscato lo splendore originario.
Un messaggio universale
In tempi in cui il patrimonio artistico italiano soffre per incuria, scarsità di fondi e, talvolta, indifferenza, il caso dell’altare della Madonna di Terrarossa diventa esempio di resilienza e rinascita. È un monito e insieme una speranza: investire nella cultura è investire nella coesione, nella formazione delle giovani generazioni, nel senso di comunità.
Turi diventa così, ancora una volta, custode e promotrice di un messaggio universale: la bellezza va protetta, condivisa e trasmessa. L’altare restaurato non sarà solo un capolavoro ritrovato, ma anche un simbolo tangibile di ciò che si può ottenere quando si lavora insieme per un bene comune.













