L’INQUIETUDINE DEL PENSIERO
( Franco Cassano – a cura di Pasquale Serra – Edizioni Laterza)
a cura di Giuseppe Romito
Questo è un libro intervista a Franco Cassano, barese, scomparso qualche anno fa. Professore di Sociologia alla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Bari. Di sinistra, considera che il Marxismo non abbia pensato ad una rimodulazione di se stesso e perciò ha dato campo libero al turbo liberismo.
Non condivido. Per me si sono mescolati i risultati. Ma su un concetto, che ingloba l’ignoranza, gli do ragione. Lui sostiene che la società attuale è troppo veloce, per cui toglie il tempo alla ricerca, intesa non in modo tecnico ma come conoscenza. Dice infatti che esistono e sono sempre esistiti universi simbolici. Il compito degli intellettuali oggi è quello di trovare le connessioni tra i diversi universi simbolici, e ove possibile, crearne altri. Tutto ciò dovrebbe essere alimentato dall’unica cosa possibile da fare, rallentare. La lentezza permette di riscoprire le radici, la storia, le comunità. Uno di sinistra che parlava, prima di morire, di riscoprire il pensiero comunitario da contrapporre al pensiero globale.
La cosa bella delle menti aperte è che vedono oltre, ed i pensieri possono anche collimare seppur con visioni opposte. Provenire da una esperienza opposta, ma convergere sul possibile futuro. Tutto questo è dato quando si ha una certa profondità.
L’ignoranza è sintomo di superficialità. La società globale è evidentemente superficiale. E manca di certo di profondità. Quindi abbonda l’ignoranza


